Recital

ALEXANDRA DOVGAN

Immagine di intestazione della pagina:  ALEXANDRA DOVGAN
Beethoven, Chopin, Rachmaninoff

A 19 anni, Alexandra Dovgan è già una star del pianoforte. Incoraggiata da Grigory Sokolov, sommersa di superlativi fin dal suo debutto da bambina prodigio a 5 anni, la nuova stella della scuola pianistica russa sbalordisce per la sua maturità intellettuale. Questa mattina, Dovgan affronta la monumentale «Hammerklavier» di Beethoven (50 minuti di estrema difficoltà), a cui (per buona misura) aggiunge due dei più bei notturni di Chopin e l’impressionante Sonata n. 2 di Rachmaninov. Sorprendente!

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tariffe

  • Categoria 1 CHF 30 - CHF 90
  • Categoria 2 CHF 30 - CHF 60
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Programma

LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)
Sonata per pianoforte N. 29 in si bemolle maggiore op. 106 «Hammerklavier»

Intervallo

FRÉDÉRIC CHOPIN (1810-1849)
Due Notturni op. 27

SERGE RACHMANINOFF (1873-1943)
Sonata per pianoforte N. 2 in si bemolle minore op. 36

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Cast
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Alexandra Dovgan suona Beethoven: Sonata per pianoforte n. 26 in mi bemolle maggiore, op. 81a “Les adieux”

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Per alcuni, è l’Himalaya del pianoforte, la sfida che ogni musicista affronta dopo una lunga preparazione. Per la sua potenza emotiva, la sua difficoltà tecnica e la sua vasta durata, la Sonata N. 29 supera tutti i brani per tastiera esistenti in precedenza. Lo stesso Beethoven non si sbagliava affatto affermando: «Ecco una sonata che darà del filo da torcere ai pianisti, quando la si suonerà tra cinquant’anni!». In questa «Hammerklavier» (che significa letteralmente tastiera a martelli per distinguere le corde percosse del pianoforte moderno e le corde pizzicate del clavicembalo, e che designa la parola tedesca per pianoforte), si distinguerà in particolare il movimento lento, venti minuti in assenza di gravità di un’incredibile interiorità. Sebbene abbia concepito anche ampie sonate, il genio di Chopin si ritrova piuttosto nelle miniature, come i Due Notturni op. 27, di cui il N. 2 è rimasto celebre per il suo ondeggiante accompagnamento della mano sinistra. Concludendo un programma di un’ambizione inaudita, Alexandra Dovgan interpreta infine l’intensa Sonata N. 2 di Rachmaninoff, dove il compositore russo si inserisce sulle orme del suo predecessore polacco. Un recital audace.