Vent’anni fa nasceva una visione audace: creare un’orchestra da camera professionale interamente composta da ex membri della Verbier Festival Orchestra. Oggi, la Verbier Festival Chamber Orchestra (VFCO) è diventata un ensemble straordinario, portando lo spirito di Verbier nelle sale da concerto di tutti i continenti.
In questo anno anniversario, questa serie di newsletter dà voce a coloro che fanno vivere questa orchestra straordinaria.
Tra pochi giorni, il VFCO parte per la sua prima tournée in Giappone: sei città, da Osaka a Nagoya, con una tappa alla Suntory Hall di Tokyo. In programma, Beethoven, e al pianoforte Mao Fujita, che il pubblico giapponese conosce bene. Prima della partenza, il pianista e Gábor Takács-Nagy, Direttore Musicale del VFCO, ci hanno parlato di questa avventura.
MAO FUJITA
PIANISTA & EX ALLIEVO DELL’ACADEMY
Nato a Tokyo nel 1998, Mao Fujita è tra i talenti rivelati dalla Verbier Festival Academy. Vincitore del Concorso Clara Haskil e medaglia d’argento al Concorso Čajkovskij, si esibisce oggi sui più grandi palcoscenici internazionali.
GÁBOR TAKÁCS-NAGY
DIRETTORE MUSICALE DEL VFCO
Gábor Takács-Nagy è una delle figure più affascinanti del mondo della musica da camera: fondatore del leggendario Quartetto Takács, si è reinventato direttore d’orchestra in età matura, con un entusiasmo e una gioia contagiosa che costituiscono la sua firma.
Cosa rappresenta questa tournée per voi?
Gábor Takács-Nagy: Conta moltissimo, per me come per l’orchestra. Amiamo suonare insieme, e avere Mao con noi è una fortuna straordinaria. È un giovane artista straordinario, di grande creatività, e so quanto il pubblico giapponese lo ami, il che non sorprende affatto.
Mao Fujita: È molto particolare per me. La mia avventura musicale è iniziata qui, a Verbier. Ci sono venuto per la prima volta come artista a 22 anni, per eseguire l’integrale delle sonate per pianoforte di Mozart. Da allora, torno ogni anno. A ogni ritorno, ritrovo volti familiari, e questi legami si rafforzano anno dopo anno. Conosco Gábor e il VFCO da molto tempo, e partire in tournée con un’orchestra e un direttore che conosco così bene, a casa mia in Giappone… Attendo questo momento con grande impazienza.
Da Verbier al Giappone
Gábor Takács-Nagy: L’orchestra e io condividiamo tutti un profondo affetto per il Giappone, di cui ammiriamo la cultura. Suoneremo in particolare alla Suntory Hall, a Tokyo. Vi ho diretto due concerti l’anno scorso con la Japan Philharmonic Orchestra. Amo questa sala, e questo pubblico… È un paese e una cultura affascinanti.
Mao Fujita: Suonare con loro in Giappone, nel mio paese natale… è difficile da esprimere. Ci esibiremo in sei grandi città, il che è formidabile. Parliamo continuamente di Verbier e di ciò che rende questo luogo così speciale, il pubblico giapponese ne sente parlare molto. Ha grande voglia di sentire com’è Verbier. Tra pochi giorni, sarà finalmente possibile. Eseguiremo i Concerti per pianoforte N° 1 e N° 2 di Beethoven…
Gábor Takács-Nagy: E le sue prime due sinfonie. Ciò che è appassionante è vedere che fin dalle sue prime opere, Beethoven raggiunge già un livello fenomenale.