Rencontres inédites I

JANINE JANSEN / GAUTIER CAPUÇON / EVGENY KISSIN

Immagine di intestazione della pagina:  JANINE JANSEN / GAUTIER CAPUÇON / EVGENY KISSIN
Beethoven

C’erano una volta tre grandi musicisti che amavano suonare insieme. Erano tutti solisti di statura internazionale, che percorrevano i palcoscenici più belli del pianeta. La loro intesa musicale era così forte e la loro amicizia così profonda che trovavano sempre il tempo per esibirsi insieme a Verbier. Per la prima delle Rencontres Inédites, spazio a tre stelle assolute del nostro tempo, Janine Jansen, Gautier Capuçon ed Evgeny Kissin, che si ritrovano in uno dei gioielli di questa formazione rara e appassionante: i Trii di Beethoven. Con questi abbaglianti capolavori, il compositore tedesco si poneva alla pari di Mozart e Haydn fin dal suo arrivo a Vienna.

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tariffe

  • Carré Or CHF 30 - CHF 200
  • Categoria A CHF 30 - CHF 180
  • Categoria B CHF 30 - CHF 140
  • Categoria C CHF 30 - CHF 80
A partire da CHF 30
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Programma

LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)
Trio per pianoforte e archi n. 3 in do minore op. 1 n. 3
Trio per pianoforte e archi n. 5 in re maggiore op. 70 n. 1 “Degli spiriti”

Intervallo

LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)
Trio per pianoforte e archi n. 7 in si bemolle maggiore op. 97 “All’Arciduca”

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Cast
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Tchaikovsky: Trio per pianoforte in la minore op. 50: I. Pezzo elegiaco (Jansen, Pletnev, Maisky) a Verbier

Per saperne di più

Come Mozart, anche Beethoven scrisse relativamente poco per il trio. Eppure, è proprio con le tre partiture del suo opus 1 che apre il suo catalogo, sperando di farsi conoscere a Vienna. Nel suo corpus di sette trii si distinguono due epoche: quattro opere giovanili seguite da tre della maturità. È sotto l’egida di Beethoven che questa formazione, allora improntata a leggerezza e galanteria, assume una dimensione straordinaria: i tre strumenti diventano partner alla pari, e il compositore tedesco non esita a sviluppare forme di ampio respiro, sul modello dei quartetti o delle sinfonie. Risalente al 1808, il Trio n. 5 detto “Degli spiriti” è rimasto celebre per il suo straordinario movimento lento, una musica piena di ombre e mistero. Dedicato al suo allievo l’arciduca Rodolfo, il Trio n. 7 corona il corpus con la sua architettura superlativa e il suo sontuoso lirismo. È difficile immaginare solisti più sovrani di Janine Jansen al violino, Gautier Capuçon al violoncello ed Evgeny Kissin al pianoforte per interpretare una simile apoteosi.