QUATUOR ÉBÈNE
Ascoltare l’integrale dei quartetti di Beethoven è l’esperienza di una vita per un musicista come per un ascoltatore. Dopo un primo ciclo completo nel 2020, il Quatuor Ébène rimette mano all’opera nella sua nuova formazione (Pierre Colombet, Gabriel Le Magadure, Marie Chilemme e Yuya Okamoto) per una serie di sette concerti eccezionali, in occasione del bicentenario della morte del compositore tedesco.
Programma
LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)
Quartetto per archi n. 5 in la maggiore op. 18 n. 5
Quartetto per archi n. 12 in mi bemolle maggiore op. 127
Concerto senza intervallo
Evgeny Kissin e il Quatuor Ebene eseguono: Shostakovich: Quintetto per pianoforte in sol minore, op. 57: III. Scherzo
Per saperne di più
Un quarto appuntamento come una luminosa tregua a metà percorso dell’integrale. L’occasione per evocare anche i mecenati che commissionarono le opere a Beethoven, in particolare il principe Lobkowitz, che finanziò i primi sei quartetti. Nel N. 5, il debito verso il classicismo non è mai stato così evidente, poiché il compositore tedesco si ispira deliberatamente a una partitura di Mozart (K. 464). Anche l’ombra di Haydn aleggia in questo brano frizzante e rinfrescante. Si deve al principe russo Galitzine la commissione degli ultimi quartetti, che occuparono Beethoven durante gli ultimi due anni della sua vita. Ad aprire questo fastoso periodo, il N. 12 è certamente l’opera più accessibile della serie, grazie alla sua struttura tradizionale (quattro movimenti) e al suo carattere solare. Vi si ritrova tuttavia un Adagio di un’ampiezza inedita, tra i più lunghi della letteratura per quartetto. In questo capolavoro di sorprendente trasparenza, gli Ébène mostreranno la loro consueta coesione strumentale e il loro lirismo.