QUATUOR ÉBÈNE
Ascoltare l’integrale dei quartetti di Beethoven è l’esperienza di una vita per un musicista come per un ascoltatore. Dopo un primo ciclo completo nel 2020, il Quatuor Ébène rimette mano all’opera nella sua nuova formazione (Pierre Colombet, Gabriel Le Magadure, Marie Chilemme e Yuya Okamoto) per una serie di sette concerti eccezionali, in occasione del bicentenario della morte del compositore tedesco.
Programma
LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)
Quartetto per archi n. 10 in mi bemolle maggiore op. 74
LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)
Quartetto per archi n. 9 in do maggiore op. 59 n. 3 “Razumovsky”
Concerto senza intervallo
Evgeny Kissin e il Quatuor Ebene eseguono: Shostakovich: Quintetto per pianoforte in sol minore, op. 57: III. Scherzo
Per saperne di più
A differenza degli altri capitoli del ciclo, questo quinto episodio si concentra su un periodo ristretto della vita di Beethoven. Siamo nel 1808: il compositore ha appena terminato la sua Sinfonia n. 6 “Pastorale” e inizia il suo Concerto n. 5 “Imperatore”. Dopo una terribile crisi interiore, il musicista sembra rassegnarsi alla propria infermità. Sugli schizzi del n. 9, il musicista scrive: “Non nascondere la tua sordità, nemmeno nell’arte”. Di fatto, i Quartetti n. 9 e n. 10, separati da appena due anni, sono opere solari. Entrambi segnano al contempo un addio e un nuovo inizio per il compositore tedesco. Grazie ai suoi pizzicati, il n. 10 si è meritato il soprannome di “Le Arpe”, prolungando la volontà di Beethoven di conferire una dimensione sinfonica al quartetto. Allo stesso modo, il n. 9 dispiega per la prima volta un’introduzione lenta. L’opera contiene anche l’ultimo Minuetto del ciclo, e la straordinaria velocità del Finale richiama forme utilizzate da Haydn, un anno prima della sua scomparsa. Uno splendido ritratto beethoveniano, come un’istantanea fotografica, ad opera del Quatuor Ébène, sempre in movimento e in tutta la sua maestosità.