LAHAV SHANI / AUGUSTIN HADELICH
Il Concerto per violino è un monumento dell’opera beethoveniana. E quando questo Everest musicale è interpretato dall’arco radioso di Augustin Hadelich, è la promessa di un incontro al vertice prolungato dalla giovanile (e già feroce) Sinfonia n. 2 diretta da Lahav Shani.
Programma
LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)
Concerto per violino e orchestra in re maggiore op. 61
Intervallo
LUDWIG VAN BEETHOVEN (1770-1827)
Sinfonia N. 2 in re maggiore op. 36
Cast
- Verbier Festival Chamber Orchestra
- Lahav Shani Direzione
- Augustin Hadelich violino
Lahav Shani dirige Brahms: Sinfonia N. 4 in mi minore, op. 98: III. Allegro giocoso (VFCO)
Per saperne di più
La Sinfonia N. 2 di Beethoven segna la fine o l’inizio di un’epoca? Nel 1802 il compositore tedesco vive a Vienna da dieci anni. Ha già scritto due concerti per pianoforte, sei quartetti e numerose altre opere. Certo, la sinfonia è classica, nel senso che raccoglie l’eredità delle sinfonie di Mozart. Ma con quale forza! Con quale slancio! I primi ascoltatori del 1803 rimasero del resto sorpresi dalla monumentalità dell’opera, che annunciava la “nuova via” che il compositore non avrebbe tardato a imboccare con la successiva Sinfonia N. 3, detta “Eroica”. Tre anni dopo, lo stile beethoveniano è pienamente maturo. Eppure l’ampio Concerto per violino risplende di una luce più serena, piuttosto inconsueta per l’ardente compositore tedesco. Si racconta che sia stato scritto durante uno dei rari periodi felici della vita di Beethoven, tanto il Concerto irradia melodie calorose e poesia sognante. In questo capolavoro in cui orchestra e solista brillano all’unisono, Lahav Shani e Augustin Hadelich possiedono l’arte del cantabile e la cura architettonica ideali per far risplendere la galassia beethoveniana.