TRULS MØRK / HÅVARD GIMSE
Truls Mørk è un musicista di cui si misura e si riconosce il genio fin dal primo colpo d’arco. Per il suo grande ritorno al Festival, il violoncellista norvegese si associa al connazionale Håvard Gimse, in quattro gioielli della letteratura cameristica, in particolare la Sonata di Prokof’ev scritta appositamente per Rostropovič.
Programma
ROBERT SCHUMANN (1810-1856)
Tre romanze op. 94
EDVARD GRIEG (1843-1907)
Sonata per violoncello e pianoforte in la minore op. 36
Intervallo
JEAN SIBELIUS (1865-1957)
Due pezzi op. 77
SERGE PROKOFIEV (1891-1953)
Sonata per violoncello e pianoforte in do maggiore op. 119
Truls Mørk e Kirill Gerstein suonano Brahms: Sonata per violoncello n. 1 in mi minore, op. 38: I. Allegro non troppo
Per saperne di più
Il violoncello viene spesso descritto come l’unico strumento più vicino alla voce umana. L’eccellente duo scandinavo formato da Truls Mørk e Håvard Gimse (che si esibiscono insieme da circa vent’anni) promette di farci ascoltare tutta la pienezza dei colori dei loro strumenti. Nelle Tre romanze op. 94 di Schumann, scritte come regalo di Natale per Clara nel 1849, il violoncello è inteso come un oboe, strumento per il quale l’opera era stata inizialmente concepita. Allo stesso modo, i Due pezzi op. 77 del 1915 di Sibelius possono essere eseguiti indistintamente al violino o al violoncello. Per la Sonata op. 36, è il ricordo del celebre Concerto per pianoforte che Edvard Grieg resuscita in questo brano che dispiega la stessa esuberanza melodica e armonica. Dal 1883, la sonata è stata interpretata da duo leggendari, come Pablo Casals e Arthur Rubinstein o Mstislav Rostropovič e Svjatoslav Richter. Infine, la Sonata per violoncello di Prokofiev è inscindibile dalla personalità di Rostropovič. Nel 1947, l’autore di Pierino e il lupo ascolta questo giovane violoncellista di 20 anni che lo convince a dedicare le sue ultime energie alla scrittura per archi. Ne scaturisce in particolare questa magnifica Sonata del 1949 che, in un’epoca in cui la terribile Dottrina Ždanov terrorizzava gli artisti sovietici, fa cantare il violoncello con una purezza rinnovata.